Raffaello Sanzio, San Sebastiano, 1501 - 1502 circa, tempera e olio su tavola, Accademia Carrara, Bergamo. courtesy: Fondazione Accademia Carrara, Bergamo
Mostre

In corso

Raffaello e l’eco del mito

27 Gen – 06 Mag 2018

Raffaello è il protagonista della stagione espositiva 2018 di Bergamo con la grande mostra Raffaello e l’eco del mito che anticipa le celebrazioni dell’anniversario, nel 2020, dei 500 anni dalla morte del maestro urbinate, attraverso un inedito percorso di oltre 60 opere.

La mostra ha la sua origine nel San Sebastiano, capolavoro del giovane Raffaello presente nelle collezioni dell’Accademia di Carrara. L’esposizione restituisce un quadro esaustivo della formazione di Raffaello e ripercorre la straordinaria fortuna dell’artista a partire dall’Ottocento, quando il prezioso dipinto giunge a Bergamo.

Il percorso espositivo inizia con un’indagine sulle radici culturali di Raffaello, attivo tra Urbino, Perugia e Siena. Il clima della corte dei Montefeltro a Urbino, la capacità dell’artista di assorbire ed elaborare le suggestioni provenienti dai colleghi e dall’antico in un linguaggio personale e di altissima qualità sono evocate in mostra attraverso le opere del padre Giovanni Santi, di Pedro Berruguete, di Perugino e di Pintoricchio, che si confrontano con ben quindici dipinti di Raffaello provenienti da musei nazionali e internazionali.

L’affascinante tema della fortuna di Raffaello nell’Ottocento è affrontato nella seconda parte della mostra. L’arrivo del San Sebastiano nella collezione di Guglielmo Lochis nel 1836 coincide con la ripresa d’interesse per la vicenda umana e artistica di Raffaello: da un lato il ritrovamento delle sue spoglie mortali al Pantheon nel 1833, dall’altro il rinnovato interesse per la misteriosa Fornarina. Intorno a questo capolavoro le opere di Anthon Raphael Mengs, Peter Cornelius, Felice Schiavoni ed altri documentano il consolidarsi della leggenda dell’artista nell’Ottocento.

L’interesse per Raffaello prosegue senza soluzione di continuità nel Novecento e fino ai nostri giorni. De Chirico e Picasso, Luigi Ontani e Giulio Paolini, Vanessa Beecroft e Francesco Vezzoli sono alcuni degli artisti che si sono confrontati con Raffaello e con il suo mito, con una pluralità di esiti che vanno dal riuso alla citazione, dalla deferenza alla devozione, testimoniando quanto viva sia la figura del maestro di Urbino anche nella contemporaneità.

L’esposizione di Bergamo raccoglie prestiti straordinari provenienti dalle maggiori istituzioni museali italiane e internazionali, dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze all’Hermitage di San Pietroburgo, dalla Pinacoteca di Brera alla Galleria Nazionale di Roma, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia al Metropolitan Museum di New York, dalla National Gallery di Londra al Bode Museum di Berlino, dal Pushkin di Mosca al Louvre di Parigi.

Data inizio
Sabato 27 Gennaio 2018

Data fine
Domenica 06 Maggio 2018

GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
via San Tomaso, 53
24121 Bergamo
vai al sito


Vai al sito della mostra

Orari

Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.00 (chiusura della biglietteria alle 18.00).
Chiuso il martedì

Aperture straordinarie

Tutti i martedì dal 3 aprile al 1 maggio dalle ore 09.30 alle 19.00.

Venerdì 23 marzo (9.30 – 22.30)
Sabato 24 marzo e Domenica 25 marzo (9.30 – 21.00)
Venerdì 30 marzo (9.30 – 22.30)
Sabato 31 marzo Domenica 1 e Lunedì 2 aprile (9.30 – 21.00)

A cura di
Maria Cristina Rodeschini, Emanuela Daffra e Giacinto Di Pietrantonio

Un progetto di
Fondazione Accademia Carrara

In collaborazione con
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

Una coproduzione
Electa e Marsilio