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Mantegna

Mantegna
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Centotrentasette pittori, è stato scritto, si formarono nella bottega di Francesco Squarcione, padovano.

Francesco l’astuto, potremmo chiamarlo: astuto ad un vivere recitato, procedente dalla spiritosa loquacità dei suoi conterranei ad una sorta di millanteria sfoggiata sua propria. Prima di essere pittore s’era ingegnato in molte cose, anche nel ricamare e nel cucire da sarto; e difatti quelle sue forme durette che per ammorbidirsi si ondulavano rigidamente o si svuotavano allungandosi, sembrano talvolta star su per cuciture interne ripassate a rinforzo. Ma la sua fama non è tanto affidata alle opere pittoriche, quanto ad un’idea molto pratica; e fu di aprire in Padova una scuola per giovani supposti valenti ai quali egli insegnava a muovere il pennello e a macinare colori: alcuni erano tenuti come discepoli, altri, troppo poveri per pagarsi la scuola, adottati come figli; e così fu adottato, nel 1441, un ragazzetto fra i dieci e gli undici anni figlio del falegname Biagio inurbato dal paesino di Isola di Carturo tra Vicenza e Padova. Si chiamava Andrea Mantegna, era uno fra i più poveri. Ma quel biondo di occhi chiari, così intento in se stesso quando non erompeva in ribellioni, non era per niente maneggevole nè facile da intaccare nella sua precoce solidità.
(Dalla Presentazione di Maria Bellonci)


Formato
17,2 x 21
Legatura
nessuna confezione
Pagine
192
Anno di pubblicazione
2005
ISBN
9788817004848
Lingua
Italiano
Genere
Arte
Marchio
Rizzoli

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